Alan:
(on the Brits) what a fucking joke apart from jay z and alisha doing empire state of mind i love that tune and liam g throwing the gong into the tables full of industry fat cats my only disappointment was he never maimed one of the idiots at universal records who always sit down the front that would have made my night but fuck me overall it was utter shite.
emi for sale probably by june for sausages.
The people that run it made there money out of german toilets on the autobahn.
Greece is imploding the euro.
Guy hands is a muppet buying it for 7.4 billion 3 years ago.
He should have stuck to german urine...
Marco:
ancora una volta concordo con Alan. Io poi la Universal la odio da anni...
guarda un po' da quando la Universal Music Group ha preso come proprietari i francesi della Vivendi...
Ci deliziano con perle musicali del calibro di Coldplay, Mika (guarda caso quelli che anche Alan odia), Christina Aguilera, Lady Gaga, Pussycat Dolls, Rihanna, Black Eyed Peas, Mariah Carey, ecc., tutta roba che piace a noi!
A proposito, un flashbax finale contro i Sex Pistols...
"fanno per la musica quello che la Seconda Guerra mondiale ha fatto per la pace: non molto" ghghghgh - detto dal “Melody Maker”. Ora per il gruppo punk per antonomasia è finita l’era dell’anarchia: hanno accettato di vendere i loro pezzi – sì, pezzi di m***** - alle grandi agenzie pubblicitarie di Londra per farne colonne sonore, suonerie per telefonini, slogan e magliette. Così, 30 anni dopo aver gridato lo schifo per l’establishment, i sopravvissuti alla droga del gruppo – non Sid Vicious-Viscidous - incasseranno milioni di sterline in diritti d’autore. All’epoca, Johnny Rotten – al secolo John Lydon, che ora fa l’immobiliarista a Los Angeles - aveva dichiarato: "Piuttosto uno sputo in faccia". Grande, che duro. Lo sputo in faccia glielo do io, non comprando niente di suo. L’etichetta è la Universal, francese. E’ una rivincita della critica musicale, che negli anni ’70 stroncò il loro primo album definendolo "puro frastuono".















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